Un Sito Web a 250 euri, perché no?

Decisamente troppo caro.

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Lo sappiamo tutti: Indeed (probabilmente il sito più famoso per la ricerca di lavoro) è una fonte inesauribile di intrattenimento, e di altissima qualità. Tra i vari datori che cercano un web designer da assumere a 800 sacchi al mese, 8 ore al giorno, 5 giorni a settimana, ne ho trovato uno che..

Il contesto

Prima di tutto, mi rendo conto di non utilizzare Indeed con lo scopo per il quale è stato creato: non ho intenzione di farmi assumere da nessuno. Mi è capitato, però, di instaurare collaborazioni interessanti con alcune società sparse per il mondo, e mi vanto di averne convinta almeno una a smettere di usare Elementor (si, ci sono agenzie che basano il loro business su Elementor, o Divi, o Beaver, o Visual Composer – e assumono chi usa ‘sta roba).

Considero Indeed un’opportunità per trovare agenzie con cui collaborare esternamente, a volte lavorando esclusivamente su alcune fasi di un progetto. Magari hanno già chi si occupa di copy, ma nessuno di sviluppo. Magari hanno già uno sviluppatore e gli serve un designer. Alcune non sanno nemmeno loro cosa stanno cercando, e altre cercano chi faccia di tutto.

Le agenzie che cercano un tuttofare non si contano, credo pensino che pagare un solo stipendio anziché nove sia conveniente, e forse non si rendono conto che anche nel caso in cui un poveretto lavorasse 12 ore al giorno, non riuscirà mai a lavorare decentemente. Gli annunci sono tipo ‘cercasi web designer, fotografo, data entry, centralino, accoglienza clienti, amministratore di rete aziendale, social media manager, inserimento prodotti su Amazon, montatore video, che sappia usare ChatGPT (non scherzo), 600 euro al mese (non scherzo)’.

Qualcuno ha cercato per almeno 9 mesi un ‘grafico web’ da assumere nella sua azienda che produce un particolare articolo sportivo, e non aveva nessuna intenzione di rivolgersi ad una agenzia per fargli il sito perché fondamentalmente (ci ho parlato di persona) costa troppo: l’annuncio non è più valido, magari ha trovato. Auguri a entrambi.

Veniamo a noi

In mezzo a questo circo ho trovato qualcuno di speciale, e credo di essermi innamorato.

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Non un sito qualsiasi, non la ricetta della torta di mele di Zia Papera. Un vero e proprio portale di noleggio veicoli, con tanto di (a naso):

  • Calendario prenotazioni
  • Directory veicoli
  • Modulo prenotazioni veicolo con (immagino) opzioni assicurative
  • Check disponibilità sul database in relazione a veicoli e date
  • Pagamenti online
  • Chissà che altro

L’occasione era troppo ghiotta per farsela scappare, e quindi mi sono candidato senza pensarci due volte. Mi ha risposto nel giro di 10 minuti:

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Ho apprezzato tantissimo il fatto che volesse vedere come lavoro prima di regalarmi 250 euro al mese, e il fatto di avere un sito a cui fare riferimento, per avere un’idea delle esigenze di base, è certamente utile. Il sito che mi ha linkato è questo qui; trascurando tutto il trascurabile, anche volendolo fare così, coi piedi, ci vuole un botto di tempo. 250 euro al mese – fino a – significa vedere l’uomo su Marte prima che il progetto vada online. Quindi, prima di mandargli il link al portfolio, chiedo se ho capito bene.

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Quindi non sono più 250 al mese, sono 250 e basta, non avevo capito bene. È il budget, è il totale.

Hosting e dominio non sono a mio carico, quindi facciamo finta che non me ne preoccupo. Discovery manco a pensarci. I contenuti: innanzitutto direi foto di auto e moto, ce li ha già il cliente, e sono certo che saranno immagini adeguate, di qualità e dimensioni adeguate. Poi tutti i dettagli su cilindrata e carburante e posti a sedere, tutto il copy, facciamo finta che davvero sia tutto pronto. Strano, senza avere una bozza di sitemap, ma mettiamo pure il caso che sia già tutto disponibile. Nessuna menzione sulla gestione della faccenda, una volta consegnata. Sono i 250 euri più facili della mia vita.

Ovviamente non lo sono. È comunque un lavoraccio, che a spanne potrebbe portare via almeno una quarantina di ore, se fatto da cani. Diciamo pure che al cliente datore di lavoro non interessa la qualità, gli interessa un sito dove la gente possa noleggiare un motorino ad almeno 50 sacchi al giorno. Siamo d’accordo che pensare di comprare il sito a 250 è follia, sì?

Un sito a 250 euro

Non esiste al mondo. Parliamo di un sito funzionante, non del progetto, non di un file su Figma, non esiste al mondo. Forse su Fiverr, dove freelancer da India e Bangladesh si sfidano a chi guadagna meno, manco fossero Temu e Shein. Probabilmente anche su Fiverr alzano un po’ i prezzi per un sito del genere.

Le cose sono due: o il tizio non sapeva di cosa stesse parlando, oppure lo avrebbe rivenduto al suo cliente a 10 volte tanto, e anche in quel caso avrebbe chiesto troppo poco. La terza ipotesi (che a pensar male si fa peccato e quindi non vorrei calcolarla, che poi l’uomo che vive nel cielo se la prende), è che fosse un tentativo di inculaggio, ma facciamo finta di no. Ho già scritto cosa significhi costruire un sito web (versione breve + versione lunga in un post), e sono certo di non essere il solo a pensarla così, non sono speciale. Quel che mi fa specie è altro. Il problema è più ampio.

Come mai qualcuno crede possibile farsi fare un sito di noleggio auto spendendo 250 euro? Perché le agenzie propongono contratti da 500-1200 euro al mese? In ultima analisi, esiste una causa ultima per questa diffusissima asta al ribasso? Non è l’inflazione, non è perché abbiamo meno potere d’acquisto, non è perché abbiamo meno soldi in tasca, non è perché la vita costa di più. È colpa nostra (come categoria mi ci metto dentro pure io), di chi fa il nostro lavoro, mi è chiarissimo.

Quando ho iniziato a mettere le mani su HTML e CSS era forse il 2001, e gli strumenti a disposizione erano un po’ diversi. Più brigosi, diciamo così. Per progettare una pagina si usava un word processor, un qualsiasi foglio su cui scrivere al computer, non dei pulsantini e delle iconcine. Esistevano programmi rivoluzionari, tipo DreamWeaver di Macromedia (poi diventato di Adobe), dove i risultati e le modifiche apportate a questo testo erano visibili immediatamente, magia pura, ma bisognava comunque scrivere un sacco. Lo strumento più usato era la tabella, come quella di un foglio di calcolo, (in ogni casella ci mettevi qualcosa, anche un file .gif trasparente per creare degli spazi fissi).

La tabella è stata la base del layout del 99% delle pagine web fino a quando non è stato presentato il primo iPhone, tipo nel 2007, e la gente doveva usare dei gesti per ingrandire tutta la pagina (difficile una tabella responsive, estremamente difficile, e fino ad allora nessuno se ne era mai accorto).

Per fare qualsiasi cosa bisognava sapere cosa si stava facendo, almeno un pochino.

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Oggi esiste roba tipo Elementor, che facilita e velocizza (su WordPress) la parte noiosa del lavoro, il che sarebbe teoricamente un bene se non rendesse così a prova di babbeo costruire un sito. Anche il mio cane sarebbe in grado di farlo senza la minima cognizione, senza sapere cosa succede davvero quando inserisce nella pagina un titolo o un’immagine. Per la cronaca, il mio cane è matto e ogni emozione gli fa scattare una molla orrenda per la quale si deve mordere la coda, mordere di brutto. Gli vogliamo tutti molto bene ma gli abbiamo proibito di costruire siti web.

Fortunatamente non esiste solo Elementor, ci sono anche strumenti validi, anche su WordPress. Ad ogni modo, usare Elementor non è il vero problema: il problema è costruire una casa con fango e sputo in zona sismica, e aspettarsi che rimanga in piedi quando arriva uno tsunami. Liberissimo di farlo, ma conosco almeno due alternative più solide.

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Non credo che, fatto salvo per alcuni casi speciali, la patente di guida non la possa prendere chiunque. Studi, passi l’esame, e hai la patente. Puoi guidare. Quel documento attesta che conosci la differenza tra il freno e l’acceleratore, e che sai interpretare i segnali stradali. Eppure non ti serve la patente per girare in bicicletta, potresti non dover mai imparare cosa significa ‘dare la precedenza’, finché non vai addosso a qualcuno. E se succede potresti dover scoprire che il codice della strada si applica anche alle bici. L’estrema democratizzazione di design e sviluppo web ha creato almeno due enormi problemi.

Problema uno: c’è gente che sa andare solo in bici e trasporta merci guidando un camion in autostrada, senza patente.

Problema due: per via dei sopracitati biciclettari senza patente, c’è gente che chiede troppo poco per trasportare merci col suo camion.

È un casino. Chi guida il camion senza patente chiede troppi soldi, chi la patente ce l’ha ne chiede troppo pochi, ed entrambi chiedono la stessa cifra. La concorrenza è di un livello così basso che il punto non è proporre un prodotto più valido, e farlo pagare quel che vale, ma riuscire a lavorare nonostante gli abusivi. La concorrenza non sono le persone che fanno il tuo stesso lavoro, sono i dilettanti. Non so in quanti altri ambiti succeda la stessa cosa, ma è un casino.

Alziamo il livello?

A chi va in giro senza patente chiedo di prenderla. Vi prego, studiate un po’. Se ho imparato io può farlo chiunque.

A chi chiede troppo poco, invece, chiedo di pretendere di più. Aumentate i prezzi. Sul serio. Raddoppiateli, dall’oggi al domani. Avete paura che chiedendo 600 anziché 300 non riusciate a lavorare? Lavorerete lo stesso. E starete chiedendo ancora troppo poco.

Entrambe le cose andranno a beneficio dei vostri clienti, e ovviamente vostro.

Se studiate potrete dire ai vostri clienti che sapete fare delle cose che i vostri concorrenti non sanno fare, e sceglieranno voi e vi pagheranno di più. Questo vi porterà anche nuovi clienti, clienti migliori, clienti che hanno voglia spendere (investire) di più. Entrambi vincete.

Se aumentate i prezzi potreste evitare di vivere di progetto in progetto, andare in vacanza una settimana in più, e sarete ancora in attività quando il vostro cliente avrà di nuovo bisogno di voi tra due anni. Entrambi vincete.

Se vi chiedono un sito a meno di mille euro, abbiate il coraggio di rifiutare.

Sono spunti, i primi che mi vengono in mente, ma capiamoci: se 300 euro fanno la differenza tra mangiare e patire la fame, prendeteli. Se la vostra vita dipende da quei 300 sacchi dovete incassarli e dire grazie. Per tutti gli altri: studiate e alzate i prezzi.

Sperare di ottenere un sito completo e funzionante a 250 è follia, ma anche venderlo a 1000 significa fare beneficienza. Mi spiace ma è così. Il processo non è banale. Anche se ne avete uno diverso, o non seguite tutti i passaggi, se siete professionisti lo state più o meno applicando, e non farvi pagare per ogni deliverable significa che state lavorando gratis. Lavorare su UI e UX e sviluppo contemporaneamente non vuol dire che non state lavorando su UI e UX e sviluppo perché fate tutto in una volta. Fatevi pagare per ogni fase e per ogni skill. Il tempo che perdete in telefonate e riunioni vale quanto il tempo che usate per costruire il sito, fate fattura.

Potete vendere solo un servizio, facendovi pagare solo per quello. UX, mille euro. Se vuoi anche la UI, altri mille. Se devo sviluppare, altri mille. Fate i vostri calcoli, quanto tempo ci mettete e quanto vale il vostro tempo lo sapete solo voi, ma vale. Non state rubando niente a nessuno. Se non vi fate pagare per ogni step, perché li eseguite in contemporanea, non significa che non ci lavorate: significa solo che non ve li fate pagare. Consegnate ogni cosa e incassate per ogni cosa, dimostrate quello che valete. L’idraulico vuole 50 sacchi solo per suonare il campanello, e io devo regalare il mio lavoro?

La cosa più bella di questa strategia surreale è il circolo virtuoso che ne scaturisce. Non dovrai più lottare con una concorrenza assurda che vende un sito a 300 euri, perché questa anomalia non esiste, è stata debellata. Il livello medio si alza, e la nostra dignità, il nostro valore come categoria, pure. Facciamo un lavoro estremamente complesso, tecnico, creativo, ci vengono richieste parecchie competenze, anche legali, e ci offrono stipendi che una donna di servizio rifiuterebbe. Ma che cazzo, basta.

Quindi. Catapultiamoci per magia nel 2025, quando il piano di ristrutturazione sarà completo.

Una nota: il discorso vale esclusivamente per chi vuole lavorare per benino, non per un amatore o un dilettante. Se volete fare i dilettanti.. divertitevi, giocate, fate gli artisti, fate il sito a Nonna Papera o a vostro cugino. L’esperienza è comunque gratificante, e utile nel caso vogliate farlo diventare il vostro lavoro.

Utopia spanizzia

Un Sito Web a 250 euri, perché no? — futuro a 250 — Kappesante — https://kappesante.com/var/sito-a-250-euro/

Nel 2025 abbiamo tutti modo di dimostrare che siamo professionisti, se lo siamo. Un patentino, uno straccio di abilitazione. Per farlo è sufficiente sostenere un solo esame all’Accademia Tim Berners-Lee, che sarà a Ginevra (ma non sarà necessario andare in Svizzera di persona). Non può essere statale perché in Italia non puoi farlo, non esiste, Amato era il presidente della Commissione Algoritmi fino a una settimana fa, adesso c’è un prete, il prossimo non lo so, sarà una velina, è già successo. L’Italia non è in realtà uno Stato, è un esperimento sociale, una sorta di reality: questa settimana riuscirà il popolo italiano a fare la rivoluzione, o si accontenterà di nuovo di vedere il calcio in tv?

L’Accademia è l’unico ente sulla Terra a poter rilasciare ‘sta roba, avrà sedi ovunque ma esclusivamente per seguire i corsi, l’esame sarà uguale per tutti e si svolgerà online.

Sulla gratuità dell’esame o dei corsi, così come sull’obbligo di frequenza, ci devo ancora riflettere.
Considerando come è nato il WWW, potrebbe anche starci.

Una laurea in informatica vale qualche credito, anche per quella dello IED o dell’ISIA, ma sono crediti che valgono esclusivamente per i corsi (l’obbligo di frequenza per il corso di PHP è facoltativo per chi ha una laurea in informatica), non per l’esame. Ci sono Università, anche in questo disgraziato Paese, che possono servire allo scopo. Qualche credito viene riconosciuto a chi le ha frequentate, fino alla laurea.

Non è fondamentale fare zero errori all’esame, anche quando prendevi la patente nel 2023 potevi farne alcuni. Invece: copiare, barare, comprare o falsificare l’abilitazione non sarà possibile. Questa è la magia del futuro, non esistono paralleli col 2023. Nel 2025 siamo tutti più evoluti e non dobbiamo per forza trovare delle scappatoie, la truffa non appartiene più alla nostra specie, siamo tutti più saggi e onesti.

Ci sono diversi livelli, chiamiamoli così, di questa abilitazione. Il primo livello si limita ad attestare che sai quello che stai facendo, che conosci abbastanza bene CSS e HTML, che hai dimestichezza con le best practice, che sai cosa significa accessibilità. Questo basta per permetterti di lavorare bene, puoi fare un sito e puoi farti pagare per quello che vali. Altri livelli o specializzazioni riguardano particolari applicazioni e declinazioni, tipo la gestione della privacy, un master in UX, sapere cos’è un file JSON, non lo so, e ti autorizzano a gestire altri tipi di progetti. Proprio come nel 2023, aver conseguito un master apre strade diverse. Credo.

L’esame va ripetuto e l’abilitazione rinnovata, massimo ogni 5 anni. Scade. In questo lavoro le cose cambiano alla velocità della luce, e bisogna stare al passo. A volte basta un corso d’aggiornamento, tipo quelli che qualsiasi medico di famiglia, nel 2023, seguiva ogni tanto.

In questo paese, nessuno offre più un sito a 250 sacchi. Non tu e non i tuoi concorrenti. Il prezzo minimo per un sito fatto da un professionista abilitato è 3000 eurini, per il modello base. Non ci sono cazzi, così come nel 2023 il minimo da sborsare per comprare un’auto nuova erano 11.000 euri. Giusto? Non me ne intendo. Se non hai tremila euri da investire su di te, ti attacchi al cazzo e fai senza.

Chi non è abilitato può comunque piazzarsi sul mercato, ma deve essere chiaro che quel tizio non ha superato l’esame, o che quell’agenzia non ha nessuno all’interno con l’abilitazione in tasca. Dico meglio: sarà evidente se ci si sta facendo fare un sito da qualcuno che ha o meno questa patente. Come quando nel 2023 ti facevi fare un impianto elettrico a norma, e chi non ti rilasciava la documentazione prendeva meno di chi te la rilasciava (mi dicono che non è importante che sia legale o meno).

I ruoli e le competenze sono facilmente identificabili dai clienti, che quando cercano un web designer non si aspettano che sia anche uno sviluppatore. Qualcuno può essere entrambe le cose, sono ruoli a volte sovrapponibili, ma la norma è che un architetto fa l’architetto e un carpentiere fa il carpentiere, proprio come nel 2023. Se sai fare entrambe le cose, buon per te.

L’Accademia rilascia abilitazioni anche per gli strumenti: a norma o non a norma. Se sono validi (non devono essere perfetti sotto tutti gli aspetti e in ogni situazione, ma che siano almeno adeguati) si beccano la certificazione. Succedeva anche nel 2023, c’erano contenitori per alimenti e per non-alimenti. C’erano caschi omologati che ti potevi mettere in testa quando andavi in giro in motorino, e c’erano quelli che l’omologazione non l’avevano. Andare in giro con un casco non omologato era rischioso sia per la sicurezza che per l’incontro col vigile urbano.

Giochini come Elementor sono dichiaratamente (da sempre, sul serio, e completamente fuor di metafora) per un pubblico non professionista, così come oggi un iPhone non è sufficiente per girare un film (foto belline, filmati bellini, ma il cinema è altro). Nel 2025 nulla vieta all’amatore di divertirsi con questi arnesi, ma un professionista non può usarli, pena il ritiro dell’abilitazione. O almeno la gogna. Il sito sfregiato, oscurato, potrebbe essere divertente. Continuare ad usarli significa recidiva, multe, e via dicendo. Nel 2023 succedeva: se avevi commesso un furto ed eri stato condannato, e ti beccavano di nuovo a rubare dopo un mese, ti facevano il culo.

Due robe: lo so che fare un sito coi piedi non significa provocare danni alla salute o rischiare la vita, tipo andare in giro con un casco non omologato, ma provoca danni come minimo ai portafogli dei nostri clienti, ai visitatori, e alla nostra reputazione. Poi, se Elementor migliorerà e nel 2032 diventerà davvero usabile, sarà possibile per un professionista farci un sito. Le cose cambiano, a volte per il meglio.

Se mi lasci la mail ti faccio sapere quando pubblico roba nuova. Niente spam, promesso.

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